A come Amianto

A come Amianto
B come Bonifica
C come Cura
Casale Monferrato è diventata simbolo nel mondo di una lotta efficace contro le
conseguenze dell’amianto.


Siamo la città dove la bonifica ha raggiunto risultati impensabili negli anni in cui era iniziato
il grande impegno di sindacati, associazioni ambientaliste e cittadini, sempre insieme
all’amministrazione comunale, per fronteggiare un rischio gravissimo per tutti.


Siamo la città che ha ottenuto i primi processi penali nei confronti di una potente
multinazionale come l’Eternit. L’ultimo processo ancora in corso ha visto la condanna in
primo grado a 12 anni di carcere e al pagamento di rilevanti risarcimenti ai privati, all’Ente
Locale e allo Stato, dell’’ultimo proprietario, Stephan Schmidheiny, per omicidio colposo
plurimo aggravato.


Siamo la città che ha saputo creare le condizioni per collaborare con i più importanti Centri
di Ricerca italiani e stranieri e per applicare nella pratica clinica i risultati delle ricerche più
aggiornate nella cura del mesotelioma.
Negli ultimi anni però Casale ha perso il ruolo propositivo che aveva ricoperto nei decenni
precedenti.


La bonifica è diventata una questione affrontata soltanto a livello tecnico, grazie alle
competenze acquisite del personale dedicato a tale scopo, è mancata invece l’assunzione
di un ruolo politico di guida e stimolo rispetto al territorio circostante.


Casale deve riprendere il ruolo di capofila per spingere tutti i Comuni del SIN, in piena
collaborazione con il mondo associativo e i cittadini, a terminare il lavoro di bonifica, in
modo da liberare tutto il territorio da possibili rischi per la salute. Ci sono ancora, tra la
disponibilità diretta del Comune e il fondo giacente in Regione, circa 29 milioni di euro!
Casale deve anche riprendere un ruolo attivo e di stimolo nei confronti della Regione per
contribuire ad avvicinare il momento in cui finalmente si troverà una cura risolutiva per il
mesotelioma. Per più di due anni oltre 1 milione e mezzo di euro, accantonati a questo
scopo, sono rimasti inutilizzati invece di essere usati per finanziare progetti di ricerca. Un
ruolo attivo del Sindaco, che presiede anche il Comitato Strategico Regionale Amianto,
avrebbe potuto impedire questo: non deve più succedere!


Infine il 7 giugno 2023 a Novara il tribunale ha condannato Schmidheiny a risarcire il
Comune di Casale con 50 milioni di euro e lo Stato Italiano con 30 milioni di euro. Il
Comune dovrebbe chiedere con determinazione allo Stato un impegno comune alla guida
delle parti civili per ottenere questo risarcimento. Al di là della somma che si potrebbe
riscuotere, l’azione unitaria delle Istituzioni coinvolte darebbe un peso e un valore in più
alla lotta storica della nostra città.

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