B come Biblioteca

Chiusa per la prima volta al pomeriggio per la crisi energetica degli anni post Covid (non era mai successo neanche durante la Seconda Guerra Mondiale), la “Biblioteca Giovanni Canna”, il luogo di saperi più importante della nostra città, oggi è stato restituito al pubblico anche grazie alla mobilitazione di migliaia di cittadini, promossa soprattutto dai giovani del Partito Democratico.

È a questi ragazze e ragazzi che va la mia particolare riconoscenza ed è a loro che vorrei comunicare che la formula di organico comunale per arrivare a questa riapertura risulta estremamente fragile, specie quando saranno attivati i turni di ferie estivi del personale, e che la biblioteca da molto tempo necessita di lavori assai complessi e onerosi di recupero e ristrutturazione.

Occorre soprattutto alleggerirla dei moltissimi volumi, circa 350 mila, che rischiano di provocare, prima o poi, un danno sul piano della sicurezza dei locali.

E, se da un lato, la scelta di utilizzare il salone di Palazzo Langosco come spazio per incontri cittadini risulta positiva, dall’altra rimangono sempre precarie le garanzie legate alla stabilità dell’edificio.

Non possiamo rinunciare a un’aula perfettamente informatizzata e insonorizzata per studenti e studiosi, così come non possiamo immaginare che d’estate manchi un sistema adeguato di condizionamento.

Da una riprogettazione integrale dell’aula studio deve ripartire il percorso a tappe, concepito dalla coalizione Casale Davvero, per riuscire a proporre nella città realtà attrattive e accoglienti per i casalesi.

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