C come Castello

Il 21 marzo di quindici anni fa veniva inaugurato dal compianto sindaco Paolo Mascarino la prima serie di restauri del “Castello del Monferrato”, con l’obbiettivo di farne, da antica roccaforte, una cittadella della cultura e della promozione turistica del nostro territorio.

Fu un evento davvero straordinario per la città e i suoi abitanti, con migliaia di persone che per la prima volta scoprivano le strutture sotterranee, gli spalti con uno sguardo integrale sullo skyline di Casale, i meravigliosi luoghi principeschi recuperati sotto la direzione di bravi ingegneri e architetti, ma soprattutto con l’attenzione massima dei membri dell’ “Associazione casalese Arte e Storia”.

Il Castello ospitava da quel momento un’accogliente biblioteca per i ragazzi, intitolata al casalese Emanuele Luzzati, insiemi ad altri ambienti in grado di dare alloggio al Fondo Desana e Marescalchi, bene di interesse storico, alla sede dell’Unesco, al Comitato per “Casale capitale della Doc” e, dal 2021, al centro di informazioni turistiche (IAT).

In questi anni si sono susseguite numerosi belle iniziative che fanno sicuramente di questa realtà, intuita in solitaria dal sindaco Riccardo Coppo, il cuore della città.

Serve, però, con il completamento dei lavori, un colpo d’ala per definire chiaramente gli obbiettivi culturali, turistici e di collaborazione pubblico-privato per raggiungere traguardi ulteriori con mostre e convegni di alto livello.

Pochi sanno che a Casale ci sono grandi collezionisti in grado di fornire materiali d’arte per rassegne di importanza nazionale e internazionale.

E, perchè no, sfruttare gli spazi ancora da recuperare per l’inserimento di una struttura di ristorazione di profilo elevato, come avviene in altre località piemontesi.

Cultura e turismo non si fanno coi provincialismi, ma con impegno, qualità, apertura verso il
nuovo e valorizzazione del passato.

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