C come Commercio

Nel gennaio 2020, dopo la presentazione del PEC (Piano Esecutivo Convenzionato) per la nascita di insediamenti commerciali, dopo che in campagna elettorale era stato promesso che non si sarebbe più dato il via libera ad altri supermercati, la Giunta replicava ai commercianti scontenti del commercio tradizionale e alle organizzazioni di categoria, che chiedevano una revisione anche del Piano Regolatore Generale, promettendo di promuovere gli Stati Generali per affrontare questa situazione.

Da allora nulla è avvenuto e il commercio tradizionale in città è caratterizzato da una serie ininterrotta di chiusure di esercizi, senza che nemmeno si tenti di promuovere qualche immagine positiva relativa alle bellezze del Monferrato Unesco e di Casale.

Per fare un esempio, nella vicina Mondovì il percorso del centro storico è pieno di grandi fotografie d’arte, poste nelle vetrine vuote dei negozi, che lo valorizzano, nonostante la crisi economica morda anche lì pesantemente.

Serve umiltà nell’analisi dei fattori di carattere nazionale e locale che possono essere presi in carico dall’Amministrazione, così come sono necessarie idee, forza e convinzione per realizzare DAVVERO una revisione del Piano Regolatore Generale che non può più attendere.

Rimane il dato importante di quello che è definito il “centro commerciale naturale” rappresentato dalla città e dalle sue svariate attività rivolte al pubblico.

Allo stesso modo, il mercato cittadino, che risulta essere tra i più importanti della Provincia (anche se è indispensabile realizzare un sobrio tragitto dal Castello verso via Saffi), deve essere mantenuto e riqualificato con un sistema di indicazione elettronica che aiuti a rilevare, nei giorni di martedì e venerdì, l’ampia disponibilità di parcheggi presenti.

Si ricorda che i parcheggi multipiano sono gratuiti durante il giorno, ma che non sempre vengono individuati dai non locali.

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