M come Municipio e Monferrato

Palazzo San Giorgio, sede del Comune, è erede della tradizione del Marchesato monferrino. Ciò che faceva una volta il marchese Guglielmo VIII oggi compete, in forma democratica, al sindaco di Casale. 

Le scelte compiute nel passato sono state molto positive perché, grazie al senatore Riccardo Triglia, presidente dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), nacque l’Associazione dei Comuni del Monferrato che comprende anche la Lomellina unita con fortissimi legami a Casale.

È Importante, quindi, che la Capitale del Monferrato continui ad avere un Comune forte, con dirigenti e funzionari comunali che conoscano bene i problemi del territorio, considerato anche che le nostre Partecipate sono di fatto aziende fondamentali per tutto il Monferrato.

Per questo motivo, la crisi di organico comunale che da qualche anno si è fortemente accentuata e appare evidente, con la scomparsa di quasi tutto il corpo della dirigenza e di moltissimi dipendenti quadri, oltre che di personale indispensabile per il corretto svolgimento dei servizi, significa crisi per tutta la cittadinanza.

Forse in nessun altro ambito come questo è possibile cogliere la debolezza della politica “liquida” e “di immagine” dell’attuale Amministrazione.

Oggi risulta essenziale che si cambi strategia perché siamo su una strada che non è quella del risparmio, ma della cancellazione della responsabilità di un Comune autorevole che si deve porre a servizio di un grande progetto per il recupero di capitali economici da investire in tutti i settori e, dunque, deve essere dotato di personale adeguato all’obbiettivo.

Le risorse necessarie per l’organico non possono che essere ricavate da una profonda revisione della spesa pubblica che rischia di provocare, con la politica di oggi dispersa in contributi sempre più a pioggia (come sarebbe bello poter avere tutti questi soldi realmente a disposizione in un Comune invece povero come il nostro!), un collasso di sistema.

Contemporaneamente, va rilanciata una collaborazione vera con tutti i Comuni del Monferrato Casalese che non devono sentirsi convocati soltanto nei momenti elettorali, ma essere parte di una visione condivisa di lungo periodo.

Un discorso simile è da farsi anche nelle aziende partecipate: non è accettabile quel che è avvenuto negli ultimi cinque anni e cioè che Cosmo non abbia un direttore e che la componente politica determini in forma molto pesante le scelte anche minime dell’azienda che si occupa di rifiuti in città.

La minaccia, poi, di liquidare il direttore di AMC proprio nell’imminenza delle elezioni non può che avere il significato di indebolire ulteriormente la struttura in un momento fondamentale di cambiamenti, come quelli già descritti in precedenza nella sezione relativa  all’acqua pubblica.

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