P come Paura/Partecipazione

La riflessione che oggi proponiamo è che gli individui isolati e spaventati stanno perdendo fiducia nelle istituzioni democratiche e si sentono attratti da chi offre risposte apparentemente immediate rispetto all’insicurezza percepita.

La disaffezione nei confronti della democrazia è evidente. C’è chi rifiuta la partecipazione astenendosi e chi, per lo stesso motivo, pur andando a votare, sceglie forze politiche che dichiarano di voler smantellare i principi e le scelte fondamentali della nostra storia costituzionale: l’Unione Europea, l’equità fiscale, la difesa dei diritti umani.

Migliaia di italiani sono morti per restituirci il diritto di votare liberamente e oggi, invece, sommando coloro che non vanno più a votare e quelli che votano contro il sistema, l’impressione è che i valori democratici siano diventati soltanto di una minoranza.

Le cause di questo fenomeno sono complesse, ma è innegabile che l’impatto dei fattori economici, la percezione di un calo di reddito disponibile e il rischio di perdere il benessere per sé e per i propri figli, la riduzione della spesa sociale e delle pensioni, i sacrifici in materia ambientale stiano provocando i contraccolpi destabilizzanti di cui si è parlato.

Chi vuole difendere lo stato sociale e la tradizione democratica del nostro Paese non ha sempre offerto in questi anni una capacità di guida autorevole e coerente.

Ecco perché, in questo vuoto di legami sociali, è subentrata la macchina della paura e, rispetto a una visione solidaristica del passato, molti oggi ripiegano nell’isolamento, tagliando i ponti con le reti associative e i partiti un tempo di riferimento.

A queste persone dubbiose, che temono sempre di più per la propria sicurezza personale, del rischio di essere aggredite o rapinate magari nella propria abitazione, che hanno paura in una città sempre più vuota di uscire la sera, che soffrono la concorrenza di chi è straniero, fa riferimento le propaganda della Destra che, anche qui a Casale, non sembra riuscire a fare nulla rispetto ai temi molto seri della criminalità organizzata o della microcriminalità, ma che invece continua ad utilizzare una vecchia retorica che lega in un nesso non dimostrabile il tema dell’immigrazione (anche se positivamente integrata) a quello dell’insicurezza.

Quando si tratta di immigrati, poveri o stranieri, le forze anti-sistema amplificano i problemi e, soprattutto nelle zone periferiche, provocano sentimenti diffusi di tipo negativo. 

A tale cultura della paura, che addirittura ha fatto diventare i ragazzi della nostra lista “Casale per i Giovani” dei facinorosi “Black bloc”, vogliamo rispondere prima di tutto mettendo al centro il tema della difesa dei diritti sanitari e assistenziali dei pensionati con le pensioni minime, di coloro che sono costretti a un pendolarismo sempre più precario e dei giovani che faticano ad immaginare un futuro perché senza risorse famigliari.

Queste le nostre fondamentali priorità, con la necessità di ridare un significato nuovo con forme diverse alla parola partecipazione. Per la nostra Costituzione, infatti, la partecipazione è prima di tutto dei cittadini e, solo in un secondo momento, se necessario, la funzione politica può essere delegata ai partiti.

Il coinvolgimento delle associazioni e della società civile deve tornare ad essere qualcosa di sostanziale e nella piccola realtà di Casale, dal basso, dobbiamo cercare di essere rigenerativi di un nuovo ottimismo verso la politica e l’amministrazione del Comune. I piagnistei e le lamentazioni non sono accettabili e ci adopereremo per aprire luoghi di impegno civico che garantiscano il collegamento tra sfera sociale e politica.

Votando le liste della nostra coalizione, il cittadino potrà partecipare anche attivamente e con una nuova energia ad uno spazio comune di rappresentanza nel proprio Municipio.

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