R come Rifiuti

“La città è sporca”: questo è il sentimento diffuso tra i casalesi per la questione relativa alla raccolta dei rifiuti.

Potremmo dire, forse più propriamente, che il Comune ha trascurato il tema e non si intravede una politica dei rifiuti attiva e coinvolgente verso la collettività. 

Ne sono testimonianza i molti abbandoni di ingombranti e non solo, che non si combattono unicamente con le fototrappole, ma coinvolgendo, motivando, informando e ascoltando i cittadini: azioni che non si mettono in pratica da molto tempo.

C’è forse il timore di confrontarsi con la cittadinanza? Non si sa cosa raccontarle? 

Perché non si parte, almeno nelle frazioni e nei quartieri periferici, con l’applicazione della TARIP (Tariffazione Rifiuti Puntuale) che ha dato riscontri eccellenti in tutti gli altri Comuni del bacino casalese?   

“La città non appare virtuosa”: il riscontro certificato di questo stato di lassismo sono i dati sulla raccolta differenziata dell’anno appena trascorso (2023).

Essi attestano che Casale Monferrato (al pari di soli altri 3 Comuni su 43 del Consorzio Casalese Rifiuti) ha fallito gli obiettivi regionali di percentuale virtuosa per la raccolta differenziata e di conferimento di rifiuti indifferenziati per abitante. Un dato che si ripercuote direttamente sugli interessi delle persone, sia sotto il profilo tariffario che come penalità da pagare alla Regione (quindi TARI piu’ alta).  

“La città può cambiare verso ed essere esempio di virtuosità”: la lungimiranza delle amministrazioni comunali che hanno preceduto l’attuale consente di guardare comunque con fiducia al futuro.

La Discarica di Roncaglia per lo smaltimento dei rifiuti, infatti, non corre rischio di chiusura per i prossimi lustri. Parimenti, la felice intuizione della “tariffazione puntuale”, se finalmente applicata anche a Casale, offrirà benefici diretti e indiretti alla cittadinanza, come già avviene in pressoché tutti i Comuni del territorio.

Occorre, però, spendere bene i circa 900.000 euro pervenuti nel 2023 dal PNRR proprio per tale scopo e non insistere su una politica dei rifiuti erronea (in particolare nel centro storico) che si è dimostrata fallimentare e crea aree di abbandono diffuso.

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