S come Sanità territoriale

A completamento di quanto scritto in merito alle questione ospedaliere, pubblichiamo la seconda parte della riflessione della  “Commissione Sanità e Assistenza” dell’alleanza civica Casale, Davvero dedicata al tema della sanità territoriale.

Circa quarant’anni fa, la lungimiranza dei nostri amministratori ha attivato all’interno dell’allora Unità Sanitaria Locale (composta da 48 Comuni) i Distretti Socio-Sanitari (unica realtà in Piemonte), creando tutti i presupposti per una presa in carico integrata della persona sia dal punto di vista sociale che sanitario e scongiurando il più possibile il ricorso all’istituzionalizzazione e all’ospedalizzazione. Metodologia più che mai attuale e auspicata.

Per questo motivo, per evitare che all’Ospedale e al suo Pronto Soccorso afferiscano anche richieste improprie di malati desiderosi di cure di tipo primario, è indispensabile potenziare il territorio convenzionando associazioni che mettano a disposizione nelle zone periferiche (Popolo, San Germano, Terranova, Roncaglia) locali per la presenza dei Medici di Medicina Generale.

A tutt’oggi il Servizio Socio-Assistenziale è rimasto, in Piemonte, l’unico Ente Gestore che ha mantenuto la delega dei servizi all’ASL. L’attuale convenzione scade il 31/12/2024.

Poiché l’integrazione sin qui condotta è stata positiva, ci si impegna nel proseguire tale esperienza attraverso:

  • Attivazione delle procedure per la prosecuzione della delega (i Comuni dell’ASL-Distretto di Casale si devono convenzionare con il Comune di Casale che, con successivo atto, si convenziona con l’ASL);
  • Nomina del Direttore del Servizio Socio-Assistenziale;
  • Ripristino del Comitato Ristretto dei Sindaci (organismo democratico importante con funzioni rappresentative delle istanze e di verifica degli indirizzi);
  • Cercare, per quanto possibile, di stabilizzare il personale assunto su progetti, per mantenere una continuità nel Servizio;
  • Riattivare il Corso per Operatori Socio-Sanitari;
  • Ricercare soluzioni per mantenere aperto il Centro Diurno del Servizio Socio-Assistenziale rivolto alle persone disabili;
  • Aumentare la percentuale di convenzioni per gli anziani in RSA (tagli avvenuti da parte della Regione) e salvaguardare gli inserimenti in comunità molto radicate sul territorio come O.D.A. e A.N.F.F.A.S.;
  • Continuare ad implementare il coordinamento tra il Servizio Pubblico e le Associazioni di volontariato che intervengono con le persone fragili e vulnerabili.
  • Portare a termine il progetto di dormitorio pubblico;
  • Cercare di attivare progetti che favoriscano un’attività programmata e non emergenziale.

Poiché la situazione attuale della sanità prevede che sovente ci si debba recare fuori città per visite ed esami, si intende promuovere la possibilità di avere un Servizio di Trasporto gratuito per le persone che non hanno supporti familiari o amicali, attraverso convenzioni con le associazioni a questo dedicate.

Occorre salvaguardare le Cure Domiciliari e le Cure Palliative, elemento di forza dell’assistenza sanitaria casalese, garantendo l’arrivo di personale infermieristico e la sostituzione degli automezzi più obsoleti per gli accessi domiciliari.

Un altro Servizio non ospedaliero da preservare, fiore all’occhiello della nostra ASL, è l’Hospice “Monsignor Zaccheo” che è stato ed è un supporto importante per parecchie famiglie.

Altrettanto fondamentale è mantenere il Servizio di Continuità Assistenziale con la struttura di “Padre Pio”, per consentire ai pazienti in dimissione ospedaliera di poter usufruire di un luogo adeguato per la riabilitazione prima del rientro al domicilio.

Rispetto alla recente apertura del Centro Diurno “Mnemosine” e dell’intero progetto rivolto ai malati di Alzheimer e disturbi cognitivi, eccellenza a livello regionale e nazionale, ci si impegna a sostenere attivamente l’esperienza in atto.

Riguardo al progetto di Casa della Comunità, ubicato presso il Pensionato Civile di via Cavour e finanziato con i fondi del PNRR, si rileva un grave errore di pianificazione in quanto solo una parte dell’attività sanitaria di via Palestro potrà essere lì trasferita, mentre il ridimensionamento del numero degli ospiti dello stesso Pensionato comporterà un notevole danno economico alla Casa di Riposo con rischio di deficit di bilancio. Sarà quindi necessario concordare delle soluzioni condivise tra Comune, ASL e Casa di Riposo.

La mancanza di un Pensionato Civile in città risulta comunque un’evidente criticità nei servizi agli anziani.

In merito agli altri Servizi Territoriali quali Centro di Salute Mentale, Consultorio e Servizio per le Dipendenze, si rileva la necessità di poter garantire agli stessi la possibilità di poter operare con il personale sufficiente per attuare gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione previsti e di implementare il ricorso alla mediazione culturale, alla luce dell’aumento di utenza straniera.

Infine, sempre riguardo al Consultorio, è necessario rendere molto più snello e facilitato l’accesso per le ragazze e le donne in un momento di estrema difficoltà sociale per queste persone. Una generale situazione a cui cercheremo in ogni modo di rimediare.

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