T come Trasporti

Nel 1861 il Piemonte ospitava il 40% delle linee ferroviarie italiane.

Una grande eredità di progresso, che purtroppo è stata distrutta. 

Infatti, nonostante il treno sia il mezzo di trasporto più ecologico, sicuro ed economico, negli ultimi vent’anni in Piemonte sono stati sradicati 450 km di binari e i pendolari si sono ridotti da 200.000 a 130.000.

Molte linee sono state sospese o depotenziate e una Regione periferica come la nostra ha oggi meno collegamenti, interni ed esterni.

L’indebolimento del trasporto pubblico, in particolare ferroviario, rappresenta un problema per lo sviluppo economico, per le disuguaglianze territoriali, con località montane e rurali sempre più spopolate, e per l’ambiente, sempre più inquinato.

Da dirigente scolastico, mi sono impegnato con tanti giovani monferrini nel progetto di riapertura della linea Casale-Mortara che, però, è nato con dei difetti congeniti molto gravi che ne hanno da subito impedito il decollo.

Primo fra tutti, la chiusura della linea il sabato e la domenica quando, invece, i nostri studenti della Lomellina hanno bisogno di un abbonamento di almeno sei giorni su sette per venire a scuola e i moltissimi universitari, che gravitano su Milano, usano il treno proprio nel weekend.

I ritardi nelle coincidenze durante la settimana hanno fatto il resto e soltanto i comitati cittadini hanno denunciato situazioni scandalose che lasciavano a piedi chi provava a sperimentare il percorso del treno. Il crollo dei viaggiatori è stato immediato. Il dubbio è che questa linea serva soprattutto all’albese Cirio per giustificare la riapertura della linea Alba-Asti-Casale-Milano.

I monferrini, invece, hanno bisogno che la loro stazione riparta sette giorni su sette.

Ribadisco che per l’alleanza civica la mobilità è la sfida più importante che può fare di Casale una realtà centrale con un ricco patrimonio abitativo, buoni prezzi e servizi per le famiglie.

Già da subito è possibile il biglietto unico ferro-gomma sulla linea Casale-Vercelli, garantendo settimanalmente i collegamenti verso Milano e Torino per studenti, pendolari e turisti. Abbiamo bisogno di una visione del trasporto urbano che faccia del triangolo Casale-Alessandria-Valenza un’area unica per la piena fruizione degli ospedali, delle facoltà universitarie e l’insediamento di dipendenti dell’industria orafa.

Ancora, sono moltissimi i giovani e gli studenti che richiedono treni o bus serali per la mobilità giovanile ed è altresì necessario perseguire in modo coerente il protocollo d’intesa per l’elettrificazione della Casale-Vercelli. 

In chiusura, bisogna comunque riconoscerne l’importanza e impegnarsi per mantenere e promuovere tutte quelle realtà di servizi su gomma che sono fortemente collegate alla stabilità e alla crescita delle scuole e della città.

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