U come UNESCO

Celebriamo in queste settimane il Decennale del riconoscimento Unesco dei “Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato”.

In questo ambito, Casale Monferrato è parte della stessa come “buffer zone” (cioè zona “cuscinetto” e di rispetto) della Core Zone de “Il Monferrato degli Infernot” che raggruppa nove Comuni della fascia collinare.

Un’opportunità incredibile: portatrice di sviluppo economico, turistico, culturale e sociale che il Territorio, forse più della città, ha saputo cogliere e sfruttare positivamente.

In questi anni, sostengono con ragione molti osservatori, addetti ai lavori, amministratori pubblici ed aziende interessate, è mancata la “regia” innovativa e strategica di Casale Monferrato per governare, interpretare e moltiplicare gli effetti positivi del riconoscimento conseguito negli anni passati.

Non bastano iniziative estemporanee, talune anche di un certo rilievo, per “cambiare il verso” in meglio e consentire a Casale di fare del Monferrato quanto Alba è riuscita (con successo, se pure con taluni limiti) a fare con le Langhe.

Una regia intelligente ed attenta dell’Assessorato competente non avrebbe permesso, ad esempio, che l’Associazione Paesaggi Vitivinicoli (il Referente Unesco del Sito) chiudesse lo sportello aperto nel 2018 al Castello di Casale; non avrebbe atteso la messa in liquidazione per riaprire l’Enoteca Regionale e avrebbe ricercato, ben prima di quanto fatto, la sinergia con i Comuni del Territorio (attualmente con Casale sono solo quattro i Comuni soci dell’Enoteca medesima); non avrebbe rivendicato il titolo di “Capitale del Monferrato” senza concentrarsi su una stretta sinergia con i Comuni della Core Zone Unesco.

L’Unesco è diventato, per l’Amministrazione comunale attuale, più una “medaglia” da esibire in certe occasioni che un impegno serio per migliorare e riscattare con nuove opportunità lavorative e sociali la città nel suo complesso, le frazioni che ne avrebbero ben titolo e, più in generale, il Territorio.

Senza dimenticare che “UNESCO” per Casale ed il Monferrato vuol dire anche “Sacro Monte di Crea” e “Cerca e Cavatura del Tartufo”: altre rilevantissime  opportunità culturali, turistiche, economiche trattate con molto pressapochismo.

Share This